Roccamadre | Un nostro commento allo sgombero di Làbas a Bologna
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Un nostro commento allo sgombero di Làbas a Bologna

Con grande dispiacere e preoccupazione leggo dello sgombero della ex caserma Masini a Bologna, dove da cinque anni il collettivo Làbas aveva iniziato un’attività sociale multipla: alloggio, orti, mercato agrobiologico (“Campi aperti”).

Nell’ex caserma io e alcuni altri soci di Rocca Madre abbiamo trascorso a primavera un’assemblea nazionale di Genuino Clandestino. Ci siamo confrontati in particolare sul tema dei beni comuni, condividendo la nostra esperienza di confronto con le istituzioni per le terre di Roccamontevarmine. Abbiamo fruito dell’ospitalità del collettivo in un ambiente laborioso di rispetto reciproco e pieno di proposte assolutamente pacifiche. Come assolutamente pacifica oggi è stata la resistenza non violenta degli attivisti del collettivo, nonostante già si possano leggere report che riferiscono di “tafferugli” di reazione, report completamente contraddetti dalle foto e dai video.

Posso testimoniare che quell’immobile è stato utilizzato da chi lo occupava con creatività e responsabilità, dando valore di bene comune vivo e attivo a un edificio altrimenti abbandonato. Alloggio per 34 persone fra cui 14 migranti, un mercato cittadino agroecologico settimanale, biblioteca, continui incontri di varie attività culturali nei cinque anni di attività.

Capisco le reazioni degli abitanti bolognesi del quartiere: “E’ un lutto, il quartiere perde una realtà sociale unica” (da “bologna.repubblica.it”).

Leggo con amarezza i soliti commenti violenti e intolleranti di tanti webeti.

Mario Carini