Roccamadre | Genetisti in pasto agli agricoltori
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Genetisti in pasto agli agricoltori

Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando hanno voluto incontrare un gruppo di agricoltori piceni per parlare di cereali.

Lo hanno fatto sabato 21 ottobre nel bel refettorio dell’azienda Aurora, non nuova a aprire le sue porte a chiunque voglia fare buona cultura e proporre idee in assoluta vera amicizia.

Non si è parlato di poche elette varietà,  ma di migliaia, e tutte mescolate insieme: l’oggetto dell’incontro infatti è stato lo scambio di esperienze sulla coltivazione degli ormai conosciutissimi miscugli che Ceccarelli ha studiato per  molti anni a fianco di agricoltori di tutto il mondo, dalla Siria alla California.

Ormai questi miscugli non sono più solo oggetto di studi, ma cibo, cibo di grande valore nutrizionale, cibo di origini così antiche eppure proiettato in maniera inequivocabile al futuro.

Durante la serata accanto a Ceccarelli e alla Grando, gustando pani prodotti con quei miscugli di grani offerti dall’Aurora e la pasta Senatore Cappelli offerta da Rocca Madre, si sono avvicendati a raccontare la loro esperienza, letteralmente sul campo, gli agricoltori che da alcuni anni qui in Italia hanno capito l’importanza di questa idea. Fra loro Modesto Petacciato di San Giuliano di Puglia, che ha condiviso con gli agricoltori piceni la sua esperienza pluriennale.

Al di là delle disquisizioni tecniche su semina, raccolta, trasformazione, la grande importanza dell’incontro è stata la fecondissima vicinanza di scienziati e agricoltori, non parlando ex cathedra, ma condividendo. Scienziati contadini accanto a contadini scienziati.

La scelta, molti anni fa, di Ceccarelli fu infatti quella di uscire dalla genetica isolata nei centri di ricerca a selezionare varietà “prepotenti”, che in nome di teoriche grandi rese chiedevano un impegno produttivo enorme al coltivatore e alla terra, spesso inquinando entrambi, e ancor più spesso non riuscendo ad adattarsi alle diversià ambientali. La scelta di Ceccarelli e della Grando fu quella di affiancarsi nei campi con i migliori contadini cerealicoltori, in nord africa, in medio oriente, nella “mezzaluna fertile”.

Far avanzare l’idea, quindi, che la genetica non deve creare un prodotto a cui far adattare i coltivatori, ma assorbire dai coltivatori le varianti genetiche che più si adattano alla produzione di sano cibo. Ovunque, con ogni terreno, con le tanti varianti legate alle latitudini e al comportamento meteorologico diverso. Si capisce che questa è una risposta intelligente al  cambiamento climatico. Se al cambiamento climatico ci si deve confrontare con due tipi di misure: adattamento e riduzione delle cause, l’indirizzo di politica genetica legato ai “miscugli” si rivela in tutta la sua importanza.

Un’occhiata, per chi non l’ha ancora data, a miscugli.it può informare adeguatamente.

Rocca Madre ha affiancato l’Auroravini nel preparare la serata, ed ha portato i propri soci conferitori, agricoltori bio piceni, a condividere la propria esperienza.

Il successo dell’incontro l’ha dato il tasso di cordialità e la poca voglia di lasciarsi alla fine.

E’ stato un bel miscuglio.