Roccamadre | Fare Comunità. Come mai non abbiamo mai pensato di chiedere alle piante quale sia la strada?
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piante collaborative

Fare Comunità. Come mai non abbiamo mai pensato di chiedere alle piante quale sia la strada?

Fermo Sabato 14 Ottobre Incontro formativo con Carlo Andorlini organizzato dalla Nuova Ricerca Agenzia Res di Fermo.

Grazie alla Agenzia Res, una delle cooperative sociali più consapevoli dell’importanza dell’agire comunitario, ho avuto oggi la possibilità di partecipare ad un loro momento di riflessione. Fuori una magnifica giornata assolata, dentro tanti stimoli e buone notizie da mondi che si stanno muovendo ed organizzando in modo coraggioso per “vedere altro, fare oltre e fare con altri” . Sono queste le prime parole con cui Carlo Andorlini si rivolge al mondo della cooperazione in modo schietto ed autentico, ha alle spalle esperienze di lavoro che gli permettono una analisi a tutto campo, e pone subito la questione della necessità di reinterpretarsi per ricostruire un senso del “nostro”. “Hanno drogato l’economia, la politica e la cultura civica, […]viviamo la perdita di sistemi di formazione naturale alla cittadinanza[…] Come ci stiamo dentro i processi, ci stiamo come cittadini o come tecnici? […] La mia esperienza e la mia professionalità ad es. di operatore sociale, la porto dentro”. Insomma io ho colto un invito accorato ad uscire dai recinti per ritrovare comunità. Comunità, una parola semplice, immediata di senso, ma nello stesso tempo complessa, ambivalente (guarda al passato e al futuro) e spesso distante dalla quotidianità. Troppi appelli e poche pratiche, penso tra me e me. Noi della Cooperativa agricola di Comunità Rocca Madre lo sappiamo bene quanti inciampi e quante frenate abbiamo dovuto fare. A volte dentro i processi lacerati, dentro i conflitti e i sospetti continuiamo a ripetere “siamo una cooperativa di comunità non dimentichiamolo!” ma quotidianamente viviamo la rimozione. Sulla sfida comunitaria ci siamo e cerchiamo di interpretarla. Continua Andorlini “ci sono parole che sintetizzano la mutazione: circolarità, reciprocità, mixitè, ibrido, riscatto,collaborazione” e continua con una carrellata di esempi dalle città: Milano, Matera, Palermo. “Ci sono luoghi che si ripensano in modo innovativo” e via altri esempi: Cooperativa di Comunità Brigì Fa Bene mercato di piazza Foroni Torino  Progetto Napoli Officine gomitoli Porta Capuana un ex lanificio ripensato fuori dai recinti della cooperazione sociale .  A volte in queste esperienze ci sono anche gli enti locali. Ci racconta che la Regione Liguria sta regolando le COOP di Comunità. Ci invita a guardare con interesse alle esperienze di Labsus e ai patti collaborativi. Mi entusiasmo ma subito penso alle arretratezze vissute sulla nostra pelle con la Regione Marche al tempo del Forum del paesaggio, con il Comune di Fermo per la proposta di riqualificazione del magnifico borgo di Rocca MonteVarmine iniziato 2 anni fa e ancora con tutti i segni dell’abbandono,  con alcuni amministratori della Valle dell’Aso che non vogliono intrusioni dalla cittadinanza (penso a Monterubbiano). Continuo ad ascoltare guardo i visi di tanti amici operatori che da una vita lavorano al servizio della comunità e delle marginalità e sono ora pronti a riflettere e a mettersi in discussione. Penso però tra me e me “accidenti peccato questa sarebbe una bella lezione per i tanti politici locali che a dispetto dei tempi non svolgono più una funzione pubblica”. Insomma lamento un deficit di target. Ecco allora che mi risuonano con forza le parole di Andorlini che cita il botanico visionario Stefano Mancuso (direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv)) che spiega che il comportamento intelligente e collaborativo delle piante che è stato per lo più ignorato perché esse non attraggono il nostro interesse a causa della loro immobilità . Come mai, chiede, non abbiamo mai pensato di chiedere alle piante quale sia la strada? Poi di seguito parla di una esperienza peruviana: i politici vengono chiusi in una stanza con scienziati visionari, filosofi, antropologi etc. Esco dall’incontro con questa magnifica immagine. Ho ringraziato gli amici e il relatore per la bella esperienza e ho proposto ad prof. Andorlini un nuovo incontro che possa mettere a fuoco le nostre difficoltà ad agire la comunità. Rocca Madre inviterà gli amici della cooperazione sociale.