Roccamadre | Filiera dei cereali: contro il Marketing far emergere valore sociale
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Filiera dei cereali: contro il Marketing far emergere valore sociale

La cooperativa di  Comunità Rocca Madre ha finalmente chiuso la filiera dei cereali. Ora il compito impegnativo è quello di promuovere al meglio la pasta e la farina viste le loro caratteristiche di alta qualità.

Primo compito: uno scatto. Fotografo la pasta per questo post e mi rendo subito conto della difficoltà. La foto realizzata è l’espressione di tutte le stronzate interiorizzate dal pessimo marketing: paesaggio accattivante sullo sfondo, logo in vista, sistemazione innaturale ed improbabile, finto cesto che dovrebbe richiamare la campagna. Unica nota positiva l’assenza del testimone con cappello di paglia con falde e della famiglia modello mulino bianco.

La nostra pasta ha tutte le migliori qualità e con uno scatto sono riuscita ad eliminarle.

L’Imperativo ora è: occupare l’ipertrofico terreno dedicato al Marketing e far emergere il valore sociale dei prodotti della filiera dei cereali.

La questione si fa seria, guardo i pacchi da promuovere e rispolvero alcune lezioni di Gianluca Diegoli che offriva regole per generare dubbi sul Marketing. Fulminante per la sua incisività la regola “esiste solo una missione sostenibile: migliorare la vita delle persone della comunità di cui fai parte”. Su questo punto Rocca Madre è più che in linea, la nostra Cooperativa  non solo fa prodotti sani ed etici ma si impegna, per statuto, a tutelare la vita della comunità, non solo quella delle persone. Soddisfatta procedo. “Se credete che i vostri clienti vadano educati, è meglio che iniziate il prima possibile a parlare veramente con loro”. Inizio così a fare delle piccole cene “assaggio”, pochi piatti ma con tanti discorsi. Unico problema che dalla bocca dei miei clienti/amici uscivano solo parole buone. Questo mi gratificava perché “non è la vostra promozione ma la loro conversazione a differenziare il vostro prodotto”. Mi sentivo però scoperta sul fronte della valorizzazione della critica. Pontificava infatti  Diegoli  ”ogni critica ricevuta è un privilegio: vi ha pensato- più di quanto abbiate pensato a lui-E sarà l’ultima volta, se non aprite il dialogo”. Aiuto! Previsione funerea. Inizio allora a donare pacchi di pasta agli amici accreditati, i più difficili quelli che non lesinano di certo le critiche. A Middio, libraio consapevole, competente per la sua storia di incallito assaggiatore e amico/cliente dei più prestigiosi ristoratori di San Benedetto del Tronto, a Paolo chef di grido a Grottammare, ad Ugo presidente regionale Slow food, a zia Titta che ha una piccola trattoria con cucina contadina a Rubbianello cuore della Valdaso in cui operiamo. Poi affronto con indomito coraggio il massimo pericolo e porto pacchi di pasta e campioni di farina, ancora senza etichette, a Renata nutrizionista “combattente”. Aspetto pronta la valanga di critiche, ma mi arrivano solo ordini.

Ora forte del fatto che “la cultura della condivisione non ha nessuna possibile correlazione con il rischio che il vostro concorrente copi le vostre conoscenze. Ha ben altri metodi per farlo” vorrei affrontare il terreno più rischioso, quello degli altri produttori bio di pasta e farina. Credo nella collaborazione e desidero diventino soci di Rocca Madre. Ho un attimo di lucidità, forse per questo compitò dovrò studiare di più. Affronterò il manuale dello smarketing di Geronimi Stoll. Alla prossima J

Ed ecco le caratteristiche dei prodotti: la farina bio prodotta dal miscuglio di grano tenero di Aleppo (il miscuglio finora chiamato “Ceccarelli”) con molitura presso mulino con pietre di grande diametro che evitano grandi aumenti di temperature. La pasta è di grano duro Senatore Cappelli in purezza, raccolto e immediatamente macinato a pietra,  subito trasformato in pasta con essiccazione lenta e trafilatura al bronzo. Certificazione biologica di tutta la filiera: grano, mulino, pastificio.