Roccamadre | La sazietà non è uguale per tutti
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La sazietà non è uguale per tutti

Chi  mette attenzione ai propri consumi alimentari può motivare in modo molto vario le proprie scelte di acquisto o (più raramente) di autoproduzione.

Nell’ esperienza fatta in questi ultimi anni a contatto con GAS, produttori, punti di vendita bio e i loro clienti,  sperimentazioni di mercatini, dibattiti e corsi su temi agroecologici, queste motivazioni si sono espresse a ripetizione. E possono essere alla fine racchiuse in un grafico interessante.

Possiamo porre ai quattro punti cardinali le motivazioni più frequenti. E dare un orientamento in conseguenza della loro natura.

Di solito alla domanda: “perchè compri questi alimenti”, le risposte più comuni sono:

“Perché sono attento alla mia salute”

“Perché acquistandoli aiuto la collettività”

“Perché sono convenienti, mi fanno risparmiare”

“Perchè sono un buongustaio e sono disposto a spendere”

Sono risposte che possono riassumersi in due polarità: un atteggiamento “centripeto”, cioè rivolto a proprie necessità, e “centrifugo”, cioè intriso di responsabilità verso il mondo e la collettività.

Qualcuno li chiama atteggiamento “diastolico” (far fluire verso sè) e “sistolico” (proiettarsi verso l’esterno).

Ma tutti possiamo capire che sono motivazioni, atteggiamenti, mai tutti in un solo senso, ma mescolati insieme nelle proporzioni più varie.

E’ interessante comporre queste motivazioni in un grafico “a 4 punti cardinali”.

Dove si pone ognuno di noi?

Quasi tutti quelli che hanno visto il grafico ritengono che piazzarsi al centro perfetto potrebbe significare che i propri acquisti aiuterebbero sia un’economia giusta e solidale che un ambiente sano, permettendo di soddisfare a un tempo la gola, la salute e il portafoglio.

E’ una sazietà possibile?

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